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domenica 8 aprile 2012

Arenata 1, 2 e 3

In “Arenata 1,2 e 3” mi propongo di analizzare uno stato d’animo, seguendo un preciso metodo; l’obiettivo è la comprensione.
Nel primo step, “Arenata#1 (Stato d’animo in cornice)” entro dentro la stanza della mia mente e lo contemplo, ci speculo, mi stupisco e ci speculo nuovamente.
In un secondo momento, “Arenata#2 (Analisi di uno stato)”ne realizzo un modellino, pensando agli scienziati che hanno realizzato il famoso modello a elica del DNA;
In ultima, in “Arenata#3 (E’ sempre utile chiedere anche agli altri)” chiedo al pubblico  di associare una parola al termine “arenata”, in un tentativo di dialogo e di  sintesi finale con il sentire degli altri.

Mi piace l’idea di ironizzare sulla questione del metodo, e in particolare di un metodo che permetta di mettere a fuoco qualcosa di così intangibile come uno stato d’animo lieve, non eclatante, nè drammatico: solo un semplice sentore di paralisi; e allora l’analisi, che viene condotta parafrasando la scienza, diventa il pretesto di un movimento, la cura.







Arenata#1





Arenata#2






Arenata#3












...Ed ecco alcune delle risposte che ho ricevuto:


 FRANCI: dispersa
ANNA: “Ah Renataaa!”
EMI: balena
LU: sabbia
VALE: pietra
MATTEO: storia arenata
BENNI: Pesce
MARY: estancada
MIRI: mi viene in mente qualcuno che si mette in mostra.. quasi fosse in mezzo all'arena a mostrare le proprie bellezze ma non con quel tocco di poesia essenziale affinchè la bellezza sia incantevole ... ma bensì al contrario con quel tocco "trash" che fa della bellezza spazzatura .....
DAVIDE: Arcata
SILVIO: Peccato...
ALESSANDRA:  ...mi è venuta una specie di etimologia balorda (quella "vera" riguarda arena, spiaggia, sabbia) in cui mi è balzato agli occhi "renata" che in latino è rinata, nata un'altra volta, più la a all'inizio che spesso si trova in parole che indicano la negazione di qualcosa, tipo afono (chi non ha, momentaneamente, voce) e la a corrisponde all'alfa privativo della lingua greca. Allora in ARENATA io ci leggo: non (ancora) rinata, l'ancora nasce dal fatto che tale condizione è transitoria... come in afono.  Spero di esser riuscita a rendere...
ALESSANDRO: arenata-barca desolata
BLOD: nave old style- isola sperduta- ciorle con pareo improvvisato- noce di cocco
PIERCIO: esatto!!!!!!!!!!! La incagliamo?
MONICA S: Blocco, melma ma anche una serenata a ....Renata!
LUCA S: Un pesce grigliato ??
...

Apertura (Fai di necessità virtù)






Tecnica mista: rami, cerniera, canetè





Ritratto-Strumento di bellezza interiore




                               
                                    Stampa fotografica                                    Legno, Spago, Tessuto
  








lunedì 16 maggio 2011

Se bella vuoi comparire...



China, forcine 15,5 cm X 20 cm



"Se bella vuol comparire" è un grazioso lavoro sulla costrizione. E' una frase costante nell'educazione delle bambine, al punto da penetrare e diventare una tacita giustifica ad ogni forma di costrizione che ha come premio l'essere accettati.
Si tratta di un disegno a china su cartoncino, con inserite vere forcine per capelli.
Il formato piccolo, perchè realizzato in casa (non in uno studio, o in un ambiente dedito al lavoro d'arte), rimanda a una dimensione intima, dove spesso si mettono in atto piccole e grandi costrizioni.






lunedì 31 gennaio 2011

Dov'è Oz?

Progetto collettivo "Visioni dal basso" Rocca S. Giorgio, Orzinuovi (Bs) 2004







Installazione: infradito in tessuto e lettere adesive






"Devi andare alla città di Smeraldo. Si trova esattamente al centro del paese, ed è governata da Oz, il grande mago... Dovrai camminare, è un viaggio lungo, attraverso un paese che è talvolta piacevole e talvolta tetro e terribile…"

(da "Il mago di Oz" di L. F. Baum)





lunedì 17 gennaio 2011

Waitin' for Monica



Collettiva "No Parachute"  a cura di G. Scardi-M. Scotini-P. Tognon-C. Zanfi-A. Fiz ArtandGallery Milano 2003









Performance: 20 min. circa. Installazione rimasta: due sedie in ferro, rose, cappotto adagiato.


Due sedie in ferro, l'una strutturata, l'altra solo un'idea, da costruire tramite un lento lavoro manuale. Una tessitura di rose da compiersi sotto uno sguardo amico, seduto sull'altra sedia. Il tempo di una trasformazione e poi, via il cappotto. Come una crisalide lascio il guscio adagiato sulla sedia e me ne vado. Le rose appassiranno senza di me.

domenica 16 gennaio 2011

43 Kg circa

a cura di M. Scotini spazio Smoll,  NABA, Milano 2002






zaino in polyamide, 85 cm X 43 cm X 38 cm










Si tratta di un lavoro sulle relazioni, sul "portare" e sull'"essere portati". Io ho realizzato uno zainetto porta-Monica, utile a me e agli altri, un contenitore di me.